Titolo

Il Padre Spirituale

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Corpo

" L'uomo interiore non ha minor bisogno del cibo spirituale, che l'uomo esteriore del pane materiale".

S. Antonio Maria Zaccaria

Ragazzi, tutti abbiamo bisogno di crescere nella conoscenza delle cose del Signore Gesù; tutti abbiamo bisogno di avere una spiritualità, vale a dire, un mondo interiore che sia abitato da Dio, dal suo Amore e dalla sua Parola.

E' un cammino di crescita che dobbiamo fare, ma occorre che prima di tutto impariamo a conoscere noi stessi! La conoscenza di sé è posta come il fondamento su cui poi far poggiare tutto il mondo spirituale, la vita della Grazia e di Dio in noi. Arte difficile conoscere se stessi !

Diventa così importante imparare prima di tutto, chi e che cosa siamo noi, quali sono le nostre inclinazioni, il nostro carattere, le nostre fragilità, i nostri punti deboli, i doni che abbiamo ricevuti,  le nostre attitudini e così via. Potremo in tal modo migliorare la qualità umana del nostro essere, perché faccia da solido fondamento alla successiva costruzione dell'edificio spirituale in noi.

Il cammino proposto accompagna verso una sempre maggiore maturità che permetta una scelta di vita orientata dalla persona di Gesù Cristo, attraverso il suo Vangelo :

  • Il conoscere e conoscersi per crescere e maturare nella relazione con gli altri.
  • Il costruire  con la preghiera che ci prepara all’azione un'esperienze di vita.
  • Il realizzare  con la formazione un progetto di vita.

Tutto questo  per  indirizzare verso una chiara scelta di vita, o meglio fornire gli strumenti per poter decidere della propria vita, secondo la vocazione alla quale il Signore chiama : " Dio ha fatto il tutto per l'uomo, e l'uomo per Dio" (S. Antonio Maria Zaccaria)

A presto insieme,

Padre Enrico

e.gandini@sanfrancesco.lodi.it

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La doppia ricorrenza della Festa di tutti i Santi e della Commemorazione dei fedeli defunti è tradizionalmente marcata dalla vendita benefica dei Meini in Collegio.

Quest'anno i provventi della vendita andranno devoluti alle vittime del terremoto.

Grazie di contribuire numerosi !

 

 

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L’ Anno Santo  avrà per titolo “Misericordiae vultus” ed inizierà l’8 dicembre 2015 per terminare il 30 novembre 2016 . A differenza del passato, non sarà celebrato solo a Roma, ma anche in tutte le diocesi del mondo e nei principali santuari, “mete di tanti pellegrini, che in questi luoghi sacri spesso sono toccati nel cuore dalla grazia e trovano la via della conversione”.

 

L’apertura coincide con il 50mo anniversario della chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II. “La Chiesa – si legge in proposito nella Bolla di indizione (n. 4) - sente il bisogno di mantenere vivo quell’evento. Per lei iniziava un nuovo percorso della sua storia. I Padri radunati nel Concilio avevano percepito forte, come un vero soffio dello Spirito, l’esigenza di parlare di Dio agli uomini del loro tempo in un modo più comprensibile. Abbattute le muraglie che per troppo tempo avevano rinchiuso la Chiesa in una cittadella privilegiata, era giunto il tempo di annunciare il Vangelo in modo nuovo”.  

 

Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi. La misericordia non è una parola astratta, ma un volto da riconoscere, contemplare e servire. “Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia.

È fonte di gioia, di serenità e di pace. È condizione della nostra salvezza. Misericordia: è la parola che rivela il mistero della SS. Trinità. Misericordia: è l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro.

 

- Misericordia : è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita.

 

- Misericordia : è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato” (n. 2).

 

Le opere di misericordia corporale e spirituale dovranno quindi essere riprese, e noi le riprenderemo, per “risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina”. In questo Anno Santo, insomma, “potremo fare l’esperienza di aprire il cuore a quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali, che spesso il mondo moderno crea in maniera drammatica e fare esperienza dell’accoglienza calorosa di un Padre sempre attento ed in nostra attesa”.

 

L’invito alla conversione, al domandare perdono, il perdono sacramentale,  attraverso il sacramento della Riconciliazione, a vivere  questo  momento favorevole per cambiare vita, questo  tempo per lasciarsi toccare il cuore, ci può rendere più aperti al dialogo per meglio conoscerci e comprenderci; può eliminare ogni forma di chiusura e di disprezzo ed espellere ogni forma di violenza e di discriminazione. Tutto ciò  sarà motivo conduttore e caratterizzante di quest’anno.

 

Il desiderio del Papa è che questo Anno, vissuto anche nella condivisione della misericordia divina, possa diventare un’occasione per “vivere nella vita di ogni giorno la misericordia che da sempre il Padre estende verso di noi. In questo Giubileo lasciamoci sorprendere da Dio. Lui non si stanca mai di spalancare la porta del suo cuore per ripetere che ci ama e vuole condividere con noi la sua vita.  

 

Ripetiamo quindi con fiducia e senza sosta: «Ricordati, Signore, della tua misericordia e del tuo amore, che è da sempre» (Sal 25,6).

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