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MUSEO DI SCIENZE NATURALI
Il Museo di Scienze Naturali, di proprietà dei Padri Barnabiti, ha sede presso il Collegio San Francesco, in Via San Francesco, 23 nel centro della città di Lodi.
E’ disposto a fianco della grande biblioteca lungo tre ampi corridoi, che disegnano il profilo del sottostante chiostro cinquecentesco, su una superficie coperta di circa trecento metri quadrati.
Non è facile risalire alla data precisa della istituzione del Museo, ma è presumibile che le collezioni abbiano avuto inizio fin dalla fondazione del Collegio avvenuta nel 1833.
Per quanto riguarda le modalità di costituzione delle raccolte museali sono oggettivamente pochi i dati disponibili a tutt’oggi.
Dalle memorie conservate nell’Archivio storico del Collegio si rileva che il promotore del Museo di Scienze Naturali, oltre di quello di Fisica, della costruzione dell’Osservatorio meteorologico e della Specola astronomica, fu il Padre Bernardo Galli di Somma Lombardo (Varese), Rettore al San Francesco di Lodi per quindici anni (1859-1874) e docente di Scienze Naturali.
Don Giuseppe Merlini e Don Bassano Varesi, annota il cronista, nel 1859 donarono al Museo dei Barnabiti animali imbalsamati e collezioni geologiche, oltre che strumenti di Fisica.
Con testamento del 10 ottobre 1862, il Dottor Paolo Lanfossi, già Ispettore delle Scuole Elementari e Membro del Regio Istituto e della Società di Scienze Naturali di Milano, lasciò in eredità al Museo del Collegio San Francesco di Lodi una raccolta di mineralogia e di conchiglie, dieci specie di uccelli contenute in dieci cassette di vetro, sessanta cartelle di un Erbario da lui raccolto e duecento libri di Scienze Naturali.
Nei registri degli Acta Collegii Sancti Francisci Laudae alla data del 1 marzo 1884 si legge che la Comunità religiosa approva il trasporto a Lodi del Museo del Collegio di Santa Maria degli Angeli in Monza, diretto dai Barnabiti dal 1830 e soppresso, per la spesa di lire duemila.
Il 15 luglio 1888 i Padri decisero di affidare al Signor Angelo Senna la prima messa in ordine del Museo di Storia Naturale.
Con il trascorrere degli anni, grazie alla ricerca intelligente e alla tenacia paziente dei Padri Barnabiti, il Museo si è sempre più arricchito di nuovi esemplari e continua l’opera di conservazione e di esposizione delle molteplici collezioni.
Attualmente la consistenza numerica complessiva raggiunge circa seimila unità.
E’ strutturato in cinque sezioni relative a mineralogia e petrografia, malacologia, ornitologia, zoologia e paleontologia, sistemate in bacheche e vetrine espositive ottocentesche.
LA SEZIONE DI MINERALOGIA E PETROGRAFIA
La sezione di mineralogia e petrografia è costituita da una raccolta di circa duemila esemplari di minerali multiformi e variegati tra cui: una grossa Drusa di quarzo con geminati, proveniente dal traforo del Sempione, rinvenuta a duemila metri dalla cima del monte Leone, varie Ametiste, Agate (quindici) e una trentina di minerali fluorescenti ( Autuniti – Aragoniti – Calciti).
LA SEZIONE MALACOLOGICA
La sezione malacologia è formata da circa mille conchiglie di varie forme, dimensioni e provenienze, con notevoli esemplari del Mare dei Caraibi e i temibili Coni, dotati di un apparato difensivo costituito da una punta velenosa.
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